Perchè fare un orto bio di tipo domestico?
Se non ti sei mai affrontato la possibilità di realizzazione di un orto o sei ancora incerto, la prima domanda che potresti farti è:
“Perchè realizzare un orto biologico?!?”
Domanda pertinente. Anche considerato che un orto biologico non cresce da solo, ma ha bisogno di un po’ del tuo tempo per la sua realizzazione e gestione.
Orto biologico: prodotti sani
Un aspetto da considerare in funzione della scelta di realizzare un orto è la salubrità dei prodotti.
Ortaggi e salubrità: i fitosanitari
Quando acquisti un prodotto sul mercato spesso non sai come è stato coltivato. Non sai quali fertilizzanti sono stati utilizzati sul terreno, quali prodotti chimici per eliminare infestanti, quali trattamenti sono stati utilizzati per prevenire malattie, i cosiddetti prodotti chimici “fitosanitari“. In particolare insetti e funghi possono infatti generare numerose patologie, e anche per te che vorrai realizzare un orto saranno aspetti da gestire.
La differenza tra te e chi produce per vendere però è evidente: tu puoi permetterti eventualmente di rinunciare a parte del raccolto, chi produce per vendere (e deve mantenere una azienda) potrebbe volerselo permettere un po’ meno… E (chiariamoci) è (entro certi limiti) anche comprensibile.
Produrre ortaggi salutari e in modo sostenibile
Con ciò non è certo nostra intenzione mettere in cattiva luce chi fa questo lavoro, anche e soprattutto perchè molti coltivatori hanno sempre più attenzione alla sostenibilità e lavorano ogni giorno nella direzione di una produzione sempre più salubre e di qualità. Semplicemente vogliamo mettere in luce il motivo per cui l’uso di prodotti chimici potrebbe essere stato più spinto di quello che potresti fare tu.
Orto biologico: prodotti buoni
Uno degli aspetti che maggiormente incide sulla “bontà” di un prodotto, ossia sulle sue caratteristiche organolettiche quindi sul gusto, è il tempo della raccolta.
Dalla raccolta al consumo: ortaggi a km 0 (dietro casa!)
O meglio: il tempo che intercorre tra la raccolta e il consumo.
Spesso (e chi scrive può portare la sua esperienza diretta, avendo svolto attività di raccolta pere subito dopo la laurea!) il frutto destinato al consumo da parte del produttore viene raccolto molto prima della completa maturazione. Il motivo è semplice: la sua durata. Un frutto o un ortaggio può richiedere di essere trasportato presso un supermercato, rimanere in stoccaggio all’interno di uno o più magazzini: non può essere raccolto a completa maturazione.
Questo senza contare che esistono prodotti chimici denominati “maturanti”, la cui funzione è di facile intuizione.
Ora, vuoi mettere un prodotto raccolto, messo in frigorifero e mangiato mesi dopo e un prodotto raccolto e consumato il giorno stesso?
Orto bio: consigli e indicazioni per produrre i tuoi ortaggi in autonomia
Bene, se ti sei convinto a procedere e vuoi saperne di più, resta sintonizzato sulle nostre pagine e presto troverai utili indicazioni sul come procedere.
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La migliore compostiera? Quella ecologica!
Devi acquistare una compostiera?
La devi cambiare?
Ti stai interessando alla cosa perchè non ne puoi più di portare i rifiuti all’isola ecologica o di movimentare dei bidoni in strada?

Nella scelta della compostiera esistono alcune variabili fondamentali:
- il materiale di cui è costituita
- la struttura
- il volume
- i sistemi di aerazione
- i sistemi di apertura
Queste sono gli aspetti principali che devi tenere in considerazione.
Vediamo perchè.
Il materiale di cui è costituita la compostiera (o, se preferisci, il compostore!)
Battute a parte, la compostiera è quasi sempre costruita in materiale plastico.
Un primo aspetto importante da considerare è certamente quello ecologico: di quale materiale si tratta?!?
Considerata la destinazione d’uso, il materiale da preferire non può che essere il legno oppure la plastica riciclata!
Questo a nostro parere è il primo aspetto da considerare.
La compostiera d’altronde non ha grosse pretese in termini “estetici”. Un altro aspetto importante è tuttavia la funzionalità e l’efficacia, motivo per cui nel seguito troverai anche soluzioni diverse.
La struttura
Un buon compostore deve essere robusto.
Resistere alle intemperie (es. una grandinata), alle continue escursioni termiche (caldo/freddo).
Il volume: come dimensionare il compostore?
E’ importante dimensionare la compostiera in modo ragionevole.
Da questo punto di vista è importante tenere conto dei seguenti fattori:
- estensione dell’area verde
- quantità di sfalci di erba previsti
- quantità di potature previste
Per ridurre la capacità necessaria è anche possibile abbinare alla compostiera un biotrituratore (vedi qualche esempio a questo link).
Sistemi di aerazione: come funziona la compostiera
Il compostore non è altro che una sorta di “reattore“, ossia di un contenitore predisposto in modo tale da consentire una “reazione”, in realtà un insieme di reazioni, che per funzionare bene in realtà devono basarsi in particolare su processi di trasformazione per ossidazione biologica della sostanza organica presente all’interno.
E’ quindi fondamentale, trattandosi di processi di “ossidazione”, appunto, la presenza di ossigeno: il compostore deve “respirare“.
Non a caso sono presenti dei fori, fessure o piccole aperture, e devono essere presenti in adeguata quantità, per poter consentire al processo di funzionare bene.
Sistemi di apertura: l’estrazione del compost
Siccome il materiale “fresco” viene in tutti i casi inserito nel compostore dall’alto (tramite un apposito coperchio), il compost maturo deve essere estratto dal basso, nella parte in cui il processo è più avanzato.
E’ importante quindi che il compostore sia dotato di comode aperture.
Quale compostore (o compostiera) scegliere quindi?
Qui sotto abbiamo selezionato per te alcune opzioni.
Valuta e fai una buona scelta!
Compostiera in legno
Compostiera in plastica riciclata
Compostiera in plastica…ma non riciclata
La compostiera che segue (purtroppo) non risulta essere realizzata in plastica riciclata.
La segnaliamo ugualmente, tuttavia, per le ottime caratteristiche di aerazione, decisamente importanti per la realizzazione del compost.
Ocean Bottle | Una piccola bottiglia, un grande impatto
Troppo spesso ancora oggi il nostro ambiente naturale, che si tratti di boschi, prati, campagne, fiumi, laghi, oceani, è pieno di rifiuti derivanti da bottiglie di plastica abbandonate, così come di tanti oggetti in particolare caratterizzati da un life cycle (ciclo di vita) brevissimo, quali piatti, bicchieri, posate di plastica, di cui abbiamo parlato in questo articolo.
Certamente ti sarà capitato, durante una escursione nella natura, al mare, in montagna, al lago, di trovare oggetti di plastica di questo tipo ad esempio a bordo strada, ma non solo.

La plastica, materiale nato come altamente innovativo e che oggettivamente ha dato un fortissimo contributo allo sviluppo tecnologico e quindi economico in particolare del mondo occidentale, è oggi uno dei più grandi problemi del nostro tempo per il nostro pianeta.
E’ ormai indubbio come non si possa prescindere dalla selezione di materiali alternativi, eventualmente pur sempre riferibili al concetto di plastica ma con caratteristiche tali da non compromettere la vita sul nostro pianeta. Non solo: è necessario abbandonare l’idea stessa dell'”usa e getta”, a favore di oggetti che siano riutilizzabili nel tempo e possano consentire una sensibile riduzione del rifiuto prodotto.
Bevi nella plastica e finisci per mangiare plastica
Non dimentichiamo che la plastica produce microplastiche e che la salute compromessa non è solamente quella del pianeta ma anche la nostra.
Secondo una ricerca condotta dall’Università australiana di Newcastle a nord di Sydney e commissionata dal WWF, che peraltro combina dati di oltre 50 precedenti ricerche, anche l’uomo finisce per mangiare plastica: se ne ingeriscono fino a 2000 minuscoli frammenti per settimana, che corrispondono a circa 5 grammi, l’equivalente in peso di una carta di credito.
Intervenire è quindi urgente: anche senza attendere che siano i decisori politici a fare la loro parte, ognuno di noi può fare qualche cosa.
Un esempio importante è l’uso di bottiglie riutilizzabili come la Ocean Bottle.
Ocean Bottle: la bottiglia riutilizzabile che fa la differenza
Ogni giorno 22 milioni di kg di plastica entrano nei nostri oceani. E’ l’equivalente di un carico di camion ogni minuto.
Quando acquisti una Ocean Bolttle, finanzi la raccolta di 1000 bottiglie di plastica provenienti dall’oceano.
L’ispirazione per Ocean Bottle è nata mentre mi trovavo nell’Oceano Indiano. Lì ho incontrato in prima persona l’isola della spazzatura. Mi sono reso conto che dovevamo fare qualcosa al riguardo: più indagavo una soluzione, più difficile diventava ignorare il problema.
William Pearson – Ocean Bottle co-Founder & CEO | https://medium.com/@theoceanbottle
I “collectors”
La gente del posto nelle comunità costiere trasforma queste bottiglie in una fonte di sostentamento, scambiandole con ciò di cui hanno bisogno: Ocean Bottle ha alle spalle una piattaforma di scambio di plastica che offre alle popolazioni locali delle comunità costiere un modo intraprendente per guadagnarsi da vivere, aprendo al contempo un modo efficace per salvare gli oceani.
Ad oggi sono noltre 4000 i “raccoglitori” che si sono uniti al progetto. Vivono e lavorano in luoghi in cui l’inquinamento da plastica è maggiore e svolgono il lavoro di importanza fondamentale per raccogliere, ordinare e riciclare gran parte dei rifiuti del mondo. Alcuni collezionisti lavorano a tempo pieno e per altri è un modo per guadagnare un reddito extra per la famiglia.
Ocean Bottle: la scelta sostenibile

Ocean Bottle è una bottiglia riciclata ma dall’elevato contenuto tecnologico.
E’ stata creata appositamente per salvaguardare il pianeta ma al tempo stesso per offrire un servizio al top.
I dettagli fanno la differenza:
- è dotata di una guarnizione antigoccia
- ha un tappo “twist” con apertura a 180°
- ha una doppio sistema di apertura per renderne più agevole anche il riempimento
- è dotata di un anello in silicone che ne facilita il trasporto
- mantiene fredde le bevande per 18 h e calde per 9 h
- è lavabile in lavastoviglie
- è dotata di un apposito trattamento esterno che impedisce la formazione di condensa
- è creata in materiali sostenibili e priva di bisfenolo-A (BPA free)
- la base è costituita da plastica recuperata dagli oceani
- è fornita con chip smart NFC
Ocean Bottle è presente in diverse colorazioni riportate qui sotto.
Partecipa anche tu! Diventa parte di questo cambiamento!
- Devi fare un regalo?
- Strai cercando una bottiglia da tenere in ufficio? Nello zaino? Per le gite o le escursioni?
- Semplicemente vuoi fare una scelta sostenibile?
Prendi parte anche tu a questo progetto e scegli Ocean Bottle!
Ocean Bottle è una ottima opportunità per fare un regalo o un acquisto responsabile e sostenibile.
- Lavabile in lavastoviglie al 100%; a differenza di altri sul mercato, la bottiglia ocean può andare in lavastoviglie: puoi dimenticare i cattivi odori e le spazzole per la pulizia
- Doppia apertura per bere facilmente: coperchio rotante a 180°
- Adeguata per acqua, succo di frutta, caffè, tè, frullati, qualunque cosa
- Realizzata con acciaio inox riciclato e plastica riciclata dall’oceano per durare una vita; abbiamo progettato le nostre bottiglie per durare una vita, in acciaio inossidabile riciclato;
- Completamente riciclabile alla fine della sua vita: basta smontarla e dividere i componenti nella raccolta dedicata
- Ocean Bottle è un thermos sottovuoto in acciaio inox isolante per bevande calde e fredde; mantiene le tue bevande fredde per 18 ore e calde per 9 ore, indipendentemente dalla temperatura esterna; la doppia parete garantisce l’assenza di condensa all’esterno della bottiglia
- Ogni bottiglia oceanica finanzia la raccolta di 1.000 bottiglie di plastica in peso prima di entrare nell’oceano; la plastica viene raccolta dalla gente del posto in aree del mondo prive di infrastrutture per la gestione dei rifiuti; i collezionisti scambiano rifiuti di plastica per cose di cui hanno bisogno, come tasse scolastiche, denaro, assistenza sanitaria, beni tecnologici e micro finanza










