Con il termine bambù si potrebbe intendere un solo tipo di materiale e quindi ad una sola essenza vegetale: in realtà si intende una vera e propria famiglia, o meglio una tribù che comprende oltre 1000 specie vegetali differenti.
Il bambù: un materiale rinnovabile con enormi potenzialità
Bambù e sostenibilità
È un materiale molto interessante, soprattutto nella nostra epoca, in cui abbiamo necessità più che mai di sviluppare soluzioni prodotti e idee che vadano nella direzione della sostenibilità.
Non tanto della sostenibilità fatta di dialettica e parole, bensì di quella reale, concreta, materiale, rappresentata soprattutto dai prodotti dagli oggetti ed in particolare da quelli di utilizzo quotidiano.
Usa e getta in bambù
Non parliamo poi di tutti i prodotti usa e getta per i quali a maggior ragione è necessario rivedere completamente i criteri di produzione e di sviluppo ed in particolare i materiali di cui sono costituiti.
L’idea stessa di usa e getta è contraria a qualunque logica di sostenibilità basta pensare al ciclo di vita di un prodotto di questo tipo che è brevissimo.
Tra questi si annoverano in particolare tutti gli oggetti legati al consumo di cibo come ad esempio bicchieri, piatti, posate, ma non solo.
Vantaggi ecologici del bambù
Oggi disponiamo di conoscenze e tecnologie in grado di trasformare materiali naturali in modo assolutamente efficiente e tale da consentirci di sostituire la gran parte se non tutti quei prodotti. Materiali sostenibili sono quelli che vengono dalla natura e ritornano alla natura senza alcun tipo di problema.

Tra questi non si può non citare il bambù: un materiale sempre più utilizzato con enormi potenzialità.
Certo ad oggi ci sono ancora molti passi avanti da fare, soprattutto nel momento in cui la produzione di bambù avviene a distanza rispetto ai luoghi di utilizzo il che veramente rende necessario il trasporto e quindi il consumo di risorse e l’emissione di sostanze chimiche da essi derivate compreso il carbonio e quindi la CO2.
La coltivazione di bambù è tuttavia sempre più diffusa anche nei paesi occidentali. Il bambù può essere coltivato anche alle nostre latitudini senza grosse difficoltà e non richiede utilizzo di pesticidi.
Il suo vero punto di forza è la crescita veloce che lo rende un materiale molto interessante: si adatta poi ad ogni tipo di terreno ed è chiaramente un materiale rinnovabile che alla fine del suo ciclo di vita può ritornare all’ ambiente naturale.
Bambù: caratteristiche e applicazioni
Le applicazioni del bambù sono estremamente numerose e vanno dal settore alimentare (i germogli), ad oggetti di ogni forma e dimensione, alle stoviglie usa e getta, ai pavimenti, agli arredi per interni ed esterni, ai parquet, ecc.
Il germoglio di bambù è un alimento tipico della cucina giapponese estremamente salutare in particolare perché ricco di fibre e di vitamine e di antiossidanti.
I tessuti ricavati dal bambù hanno caratteristiche traspiranti, antiodore e antibatteriche.
E questi sono solo alcuni esempi (vedi qui sotto alcuni prodotti reperibili in commercio).
Dal punto di vista tecnologico il bambù è un materiale molto interessante per il suo basso peso specifico e la sua elevata resistenza meccanica e versatilità: attitudine al taglio, alla curvatura, elasticità, resistenza a flessione a compressione a trazione.
Prodotti in bambù: alcuni esempi
Stoviglie in bambù: piattini, bicchieri, posate usa e getta
Tra i prodotti in bambù, di particolare interesse in termini di impatto sull’ambiente sono le stoviglie (in particolare posate e piattini) con funzione usa e getta.
Borracce e thermos in bambù
In bambù sono reperibili le borracce e i thermos, che utilizzano questa essenza vegetale per il rivestimento esterno in luogo della plastica o del metallo.
Contenitori e barattoli di vario genere in bambù
Scaffali, portabottiglie e quant’altro.
Orologi e occhiali in bambù
Abbiamo già parlato degli orologi in legno, quale materiale sostenibile che sta rivoluzionando il settore. Anche il bambù è un materiale molto interessante anche per gli orologi.
Occhiali: per un feeling secondo natura.
Arredi e oggetti per la casa in bambù
Il bambù è sempre più utilizzato anche per arredare gli interni e gli esterni degli ambienti domestici.
La COP26 di Glasgow sarà un momento storico e cruciale per il futuro del nostro pianeta.
Le attività umane hanno messo in moto meccanismi complessi e ora viviamo su una macchina lanciata in corsa: purtroppo non è più in discussione la possibilità di arrestarla, bensì unicamente quella di ridurne l’accelerazione, quindi la velocità.
COP26: un passaggio cruciale
Il 31 ottobre 2021 inizia a Glasgow la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021.
E’ un momento davvero cruciale per il futuro del nostro pianeta e dei suoi abitanti.
In relazione a quali saranno le decisioni prese, ma soprattutto le azioni conseguenti, si deciderà quale sarà nei prossimi anni l’impatto delle attività antropiche (umane) sul clima e, quale diretta conseguenza su innumerevoli aspetti che hanno a che fare con l’ambiente naturale ma anche con la dimensione sociale, il nostro portafogli, la vita stessa.
- Funzionamento degli ecosistemi terrestri e marini (con tutto quello che comporta)
- Conservazione delle specie
- Scioglimento dei ghiacci
- Scomparsa dei ghiacciai
- Innalzamento del livello dei mari
- Conseguenze in termini di eventi meteorici estremi
- Alluvioni
- Inondazioni
- Incendi sempre più frequenti
- Rischi per la salute umana
- Rischi enormi per i paesi in via di sviluppo
Sono solo alcune delle conseguenze già in essere che una inerzia eccessiva al cambiamento porterà a diventare sempre più gravi.
COP26: una opportunità irrinunciabile
Se anche riuscissimo a fermarla, nulla ormai potrà più riportarci indietro, se non in tempi geologici. Ci vorranno forse millenni, forse decine di migliaia di anni.
Il mondo naturale (penso ai ghiacciai alpini, ai torrenti di montagna) che hanno conosciuto i nostri nonni o anche la nostra generazione, per i figli dei nostri figli potrà rivivere solo nei racconti. Ogni giorno che passa questo divario diventa più profondo, lo diventa più rapidamente e in gioco non è più solo l’ambiente naturale, gli ecosistemi e la loro integrità, bensì anche la nostra sicurezza.
Ricordo i miei studi di meteorologia e climatologia all’università, con il prof. Daniele Carboni, meteorologo di Piacenza e fratello del noto cantante Luca. A metà degli anni ’90 erano diverse le scuole di pensiero e più forti i sostenitori del trend “spontaneo” di evoluzione del clima, sebbene già ci fossero abbondanti evidenze circa l’incidenza di origine antropica.
Oggi, a distanza di 25 anni e più, non ci sono più dubbi. Non ci sono più scuse. Non c’è più tempo.
Nel bene o nel male siamo alla vigilia di un cambiamento epocale.
Nel bene se riusciamo a riportare questa faccenda in carreggiata. Nel male se ne perderemo completamente il controllo.
“È in corso una rivoluzione verde. Il futuro ecologico è alla nostra portata, ma abbiamo bisogno di portarlo avanti attivamente. E i leader mondiali devono cogliere questa opportunità per trasformare la speranza in certezza, per dare forma al futuro”
[Alok Sharma – Presidente COP26]
Chi non possiede nella propria abitazione una pellicola per alimenti in film trasparente e/o in alluminio?
Avvolgere o incartare cibi per poterli conservare, talvolta trasportare e consumare successivamente o anche semplicemente per poterli conservare è qualcosa di estremamente importante. Oltre che estremamente comodo!
Pellicole e involucri: alternative sostenibili per i nostri alimenti
Se ad esempio dobbiamo prepararci un panino da portare in gita piuttosto che al lavoro, è estremamente utile poterlo incartare velocemente anche al fine di infilarlo in uno zaino o in una borsa e consumarlo quando ci fa più comodo. Oppure abbiamo necessità di chiudere un contenitore contenente cibo (ad esempio verdure, o piatti pronti) che non abbiamo consumato integralmente e vogliamo conservare in frigorifero.
In questi come in molti altri casi estremamente comodo poter utilizzare pellicole per uso alimentare quali pellicole trasparenti oppure pellicole in alluminio.
Pellicole trasparenti e in alluminio | Rischi per la salute
Inevitabilmente, spesso, le pellicole vengono a contatto con il cibo.
Certamente tutte queste pellicole sono sottoposte a rigidi controlli e regolate da specifiche disposizioni normative.
Le disposizioni normative hanno lo scopo in particolare di verificare che i materiali siano adeguati al contatto con gli alimenti e che quindi non rilascino sostanze che inevitabilmente verrebbero da noi ingerite con il consumo del cibo in essi conservato.
E’ evidente che superare i test significa rispettare la normativa quindi i limiti di rilascio previsti. Inevitabilmente non significa necessariamente la totale assenza di rilascio.
Semplicemente allo stato dell’attuale impostazione normativa quei materiali sono ritenuti adeguati.
Pellicole trasparenti
Apriamo una parentesi: gli interferenti endocrini
Un dibattito molto acceso tra operatori del settore e scienziati di questi ultimi anni è legato alle sostanze potenzialmente rilasciate in particolare da materiali plastici che possano avere effetti in particolare sul nostro sistema endocrino, ossia di gestione degli ormoni che circolano nel nostro corpo: queste sostanze si chiamano interferenti endocrini.
Interferenti evidentemente perché interferiscono e naturalmente non in modo positivo.
Tra queste sostanze v mi sono ad esempio i PCB, le diossine (prodotte ad esempio dalla combustione della plastica), PFOS, PFOA, pesticidi, ftalati (come il DEHP).
Non abbiamo la possibilità in questo contesto di approfondire questi aspetti, ma se vuoi puoi farlo attraverso una interessante pubblicazione del Ministero dell’Ambiente che puoi trovare al link qui sotto.
Come si osserva, quella stessa pubblicazione suggerisce di fare la massima attenzione ai rischi legati al contatto di materiali di vario tipo con gli alimenti e suggerisce in modo particolare per quanto riguarda le pellicole di utilizzare delle attenzioni. La pubblicazione punta il dito in particolare sulle pellicole realizzate in PVC e con particolare riferimento ad uno ftalato, il DEHP.
La pubblicazione dice anche che il consumo di DEHP in Europa è in drastica riduzione e per alcune applicazioni tra cui le pellicole alimentari i produttori europei lo hanno completamente sostituito.
Ma suggerisce anche di fare attenzione e di controllare sulle confezioni delle pellicole in PVC le indicazioni sui cibi per i quali sono ritenute adatte e le condizioni di utilizzo.
“Carta stagnola”: le pellicole in alluminio
L’alluminio è un metallo che presenta diverse caratteristiche di tossicità per l’organismo umano. Detto questo, sgombriamo subito il campo dalle polemiche, se utilizzate correttamente, le pellicole in alluminio sono considerate sicure: anch’esse sono sottoposte a specifiche normative e test.
Ma questo vale a condizione che siano utilizzate correttamente. Correttamente significa conformemente a quanto indicato al costruttore, ma in particolare evitando determinate condizioni.

In modo analogo alle sostanze di cui sono costituite o che potrebbero essere rilasciate dalle pellicole plastiche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha chiaramente fissato dei limiti precisi e molto contenuti.
Lo stesso Ministero della Salute a questo link ha realizzato una campagna informativa.
Come si può vedere, è in particolare importante fare molta attenzione alla tipologia di cibi che possono essere messi a contatto con la pellicola in alluminio. In particolare nel caso di cibi acidi e cibi salati (cibi al limone, pesce sotto sale, prodotti a base di pomodoro) potrebbero aumentare i rischi legati a fenomeni di rilascio del metallo dal materiale al cibo.
Ma non solo: importante anche la temperatura di utilizzo (ambiente o frigorifero): fare quindi attenzione alle indicazioni sul contenitore.
Pellicole trasparenti e in alluminio | Rischi per l’ambiente
Scrive National Geographic in questo articolo: “Anche se la pellicola è economica e conserva a lungo gli avanzi, ci sono diversi problemi: aggrava la crisi dell’inquinamento da plastica, è difficile da riciclare ed è realizzata con composti chimici dannosi, specialmente quando si degradano nell’ambiente.”
La pellicola (anche qualche volta può essere utilizzata) rientra sostanzialmente nella definizione di “plastica monouso”: nel senso che viene utilizzata in “pezzetti” e poi buttata. A nostro giudizio, tutto quello che viene utilizzato in questo modo, è più esposto al rischio di dispersione nell’ambiente. Ma molto dipende da chi lo usa!
Fortunatamente, entrambe le tipologie sono riciclabili: è raccomandabile quindi una raccolta separata, nella plastica per le pellicole trasparenti, nell’allumino la cosiddetta “carta stagnola”.
Le alternative ecologiche
Fortunatamente il lavoro di ricerca, sviluppo e innovazione soprattutto negli ultimi anni ha portato allo sviluppo di nuovi prodotti decisamente più compatibili sia con la salute umana che con l’ambiente.
Pellicole biodegradabili e compostabili
Il primo esempio è rappresentato da prodotti come rotofresh una pellicola trasparente realizzata mediante un polimero biodegradabile denominato mater-bi Una famiglia di plastiche biodegradabili e compostabili ai sensi della norma europea EN 13432: puoi trovare un link al prodotto qui sotto.
Involucri in cera d’api
Un altro esempio è rappresentato dagli involucri in cera d’api sempre più diffusi e utilizzati per diverse applicazioni, i cosiddetti Beeswax wraps.
La cera d’api, come noto, è secreta da alcune ghiandole delle api mellifere ed è da loro utilizzata per realizzare i favi ed in particolare le celle esagonali che li costituiscono all’interno delle quali vengono depositati il polline e il miele.
Alcuni esempi sono riportati qui sotto.



