🌎 Che cos’è l’Earth Overshoot Day?
🌎 Come e da chi è calcolato?
🌎 Che cosa significa e perché…non porta buone notizie?
Pianeta terra | Risorse finite: verso il default?
Ogni anno c’è un giorno di calendario in cui siamo arrivati a consumare di più di quello che il pianeta può rigenerare in quell’anno.
E’ il giorno in cui in teoria dovremmo essere rimasti senza benzina, dovremmo essere rimasti a piedi.
Quel giorno si chiama Earth Overshoot Day.
Over significa andare oltre, quindi è il giorno in cui siamo andati oltre, troppo oltre.
Con che cosa? Con il consumo di risorse del nostro pianeta.
Nel 2023 l’Earth Overshoot Day per l’Italia non è che sia il 20 il 25 dicembre, come si potrebbe pensare, ma è già passato: è stato lo scorso 15 maggio.
Sì, hai capito bene: 15 maggio, nemmeno a metà anno; dal 15 maggio per noi non ce ne sarebbe più.
E invece no, si continua a consumare.
Come mai?
Come è possibile?
Come è calcolato questo giorno?
Che cosa significa e perché non porta buone notizie?
Pianura alluvionale: facciamo chiarezza
La Pianura Padana è una 𝗽𝗶𝗮𝗻𝘂𝗿𝗮 di tipo 𝗮𝗹𝗹𝘂𝘃𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.
🔹 Questo significa che si è formata a seguito di alluvioni?
🔹 Quali sono i meccanismi di formazione di una piana alluvionale?
🔹 Che cosa sta accadendo oggi?
La Pianura Padana è per definizione una pianura alluvionale.
Ma attenzione a non confonderci le idee: piana alluvionale non significa che si è formata a seguito di “alluvioni” intese come le intendiamo oggi, quindi inondazioni devastanti con volumi d’acqua enormi che cadono in tempi brevissimi, come purtroppo è recentemente accaduto in Romagna.
Il termine “alluvione” deriva dal latino ad + louere, che significa aggiungere bagnando.
Storicamente il termine “alluvione” non nato pensando alle alluvioni come le intendiamo oggi, cioè a queste inondazioni devastanti. Pensando alla formazione della pianura dobbiamo infatti immaginare un mondo completamente diverso da quello di oggi.
Parliamo di eventi che sono accaduti quando non esisteva uno straccio di argine, quando bastava sostanzialmente una piena di 30 cm per inondare aree molto estese e sedimentare.
E per sedimentazione quindi un po’ alla volta, quindi in migliaia, centinaia di migliaia, milioni di anni formare i suoli che sono quelli che oggi noi conosciamo.
Salute del pianeta: attenzione all’equivoco
Il 22 aprile 2023 abbiamo “celebrato” la giornata della terra.
La giornata della terra è stata ideata dall’ONU per ricordarci l’importanza di salvaguardare il pianeta, la natura, le sue risorse.
Ebbene ho deciso di fare un video su questo argomento per due motivi.
Il primo è che sarebbe utile avere un “bollettino” del pianeta, della nostra terra, per capire come sta.
Il secondo è che ho notato il diffondersi di un’idea secondo la quale fondamentalmente il problema siamo noi, il problema ce l’abbiamo noi, il pianeta invece fondamentalmente sta bene.
Va di moda infatti ultimamente mettere il focus sull’idea che di fatto il pianeta sta bene, se ne sbatte, di fatto si arrangia.
Addirittura qualcuno dice “è in piena forma” e il problema eventualmente siamo noi, il problema è per noi.
Ora sia ben chiaro a me è chiarissimo il senso di queste parole e soprattutto di questo approccio al problema.
Certo: il problema è per noi, saremo noi a pagare un prezzo altissimo per le conseguenze che noi stessi però abbiamo determinato.
Però io non credo che questo sia chiaro a tutti e anche i commenti che leggo qua e là sul web fondamentalmente me lo confermano: questo modo cioè di presentare il problema alza a mio giudizio involontariamente, ma decisamente, un servizio vincente a chi sostiene fondamentalmente che tutti questi problemi sono in realtà delle sciocchezze.



