Pianura alluvionale: facciamo chiarezza
La Pianura Padana è una 𝗽𝗶𝗮𝗻𝘂𝗿𝗮 di tipo 𝗮𝗹𝗹𝘂𝘃𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.
🔹 Questo significa che si è formata a seguito di alluvioni?
🔹 Quali sono i meccanismi di formazione di una piana alluvionale?
🔹 Che cosa sta accadendo oggi?
La Pianura Padana è per definizione una pianura alluvionale.
Ma attenzione a non confonderci le idee: piana alluvionale non significa che si è formata a seguito di “alluvioni” intese come le intendiamo oggi, quindi inondazioni devastanti con volumi d’acqua enormi che cadono in tempi brevissimi, come purtroppo è recentemente accaduto in Romagna.
Il termine “alluvione” deriva dal latino ad + louere, che significa aggiungere bagnando.
Storicamente il termine “alluvione” non nato pensando alle alluvioni come le intendiamo oggi, cioè a queste inondazioni devastanti. Pensando alla formazione della pianura dobbiamo infatti immaginare un mondo completamente diverso da quello di oggi.
Parliamo di eventi che sono accaduti quando non esisteva uno straccio di argine, quando bastava sostanzialmente una piena di 30 cm per inondare aree molto estese e sedimentare.
E per sedimentazione quindi un po’ alla volta, quindi in migliaia, centinaia di migliaia, milioni di anni formare i suoli che sono quelli che oggi noi conosciamo.
Salute del pianeta: attenzione all’equivoco
Il 22 aprile 2023 abbiamo “celebrato” la giornata della terra.
La giornata della terra è stata ideata dall’ONU per ricordarci l’importanza di salvaguardare il pianeta, la natura, le sue risorse.
Ebbene ho deciso di fare un video su questo argomento per due motivi.
Il primo è che sarebbe utile avere un “bollettino” del pianeta, della nostra terra, per capire come sta.
Il secondo è che ho notato il diffondersi di un’idea secondo la quale fondamentalmente il problema siamo noi, il problema ce l’abbiamo noi, il pianeta invece fondamentalmente sta bene.
Va di moda infatti ultimamente mettere il focus sull’idea che di fatto il pianeta sta bene, se ne sbatte, di fatto si arrangia.
Addirittura qualcuno dice “è in piena forma” e il problema eventualmente siamo noi, il problema è per noi.
Ora sia ben chiaro a me è chiarissimo il senso di queste parole e soprattutto di questo approccio al problema.
Certo: il problema è per noi, saremo noi a pagare un prezzo altissimo per le conseguenze che noi stessi però abbiamo determinato.
Però io non credo che questo sia chiaro a tutti e anche i commenti che leggo qua e là sul web fondamentalmente me lo confermano: questo modo cioè di presentare il problema alza a mio giudizio involontariamente, ma decisamente, un servizio vincente a chi sostiene fondamentalmente che tutti questi problemi sono in realtà delle sciocchezze.
🥩 𝗖𝗶𝗯𝗶 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗲𝘁𝗶𝗰𝗶 e 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗹𝘁𝗶𝘃𝗮𝘁𝗮: che cosa sono?
🍔 🥩 Sono pericolosi per la 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗲? E per l’𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲?
🌳 🥩 In Italia una bozza di disegno di legge 𝘃𝗶𝗲𝘁𝗮 produzione e importazione.
🥩 Ma 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 che cosa accade? 🌎
Mangeresti un hamburger di carne coltivata?!?
Il primo hamburger “sintetico” risale al 2013.
Quando il professor Mark Post di Mosa Meat – una startup dell’università di Maastricht – lo presenta al pubblico ufficialmente e vengono anche effettuati i primi assaggi.
E’ inoltre notizia diquesti giorni che l’australiana Wow ha prodotto il primo hamburger o comunque la prima “polpetta” di carne di Mammut.
Ma è anche notizia di questi giorni quella di una bozza di disegno di legge che in Italia vieterebbe la produzione di cibi “sintetici” in genere, quindi anchedi carne coltivata diciamo di carne “di sintesi”.
In Italia qualcuno la definisce “Frankenstein meat” in una campagna fortemente critica (per usare un eufemismo) che vede fortemente impegnata soprattutto una grande un’importante associazione italiana del settore agricolo, che tuttavia lo fa in un modo che francamente personalmente ritengo quantomeno discutibile.
Mentre in Italia lo vietiamo, nel mondo che cosa succede?
Beh la Food And Drug Administration degli Stati Uniti, l’istituzione che controlla la distribuzione del cibo e gli aspetti sanitari e via dicendo, ha autorizzato già da alcuni mesi la produzione di polpette di carne di pollo da una prima azienda denominata Upside Foods, e più recentemente da una seconda azienda denominata Good Meat.
Come tutte le cose nuove il sentiment è legato a che cosa?
Beh il sentiment negativo chiaramente sprattutto alla “paura dell’ignoto”, del nuovo, alla paura del cambiamento e chiaramente al timore legato agli interessi in gioco.
C’è anche però tutto sommato un sentiment positivo legato invece alla curiosità, all’interesse verso i possibili vantaggi di questo tipo di produzione.
🥩 Che cosa ci aspetta allora?
🥩 Quali sono le implicazioni sulla salute di questo tipo di cibi di carne o altri cibi sintetici?
🥩 Qual è l’impatto sull’ambiente e quale il punto di vista etico?



